I minori sui media: cinque riflessioni quotidiane

Ho scritto un post 9 anni fa, nel 2014, e aveva lo stesso titolo che leggete sopra (lo trovate qui). Il contenuto rimane valido ancora oggi. Solo che oggi pubblichiamo le foto e i video dei nostri figli su tante più piattaforme rispetto a prima (TikTok è nato nel 2016, per dire). Nessun terrorismo, nessun allarmismo, solo cinque domande da farsi per capire se siamo consapevoli del nostro ruolo:

  • Siamo sicuri di conoscere bene le nostre impostazioni di privacy sui vari social network?
  • Sappiamo che le foto che pubblichiamo su una piattaforma appartengono anche alla piattaforma stessa che può farci, più o meno, quello che gli pare (cercate licenza non esclusiva qui)?
  • Siamo sicuri che i nostri figli approveranno, quando capiranno cosa vuol dire, la nostra scelta di pubblicare online le loro foto in modo massivo e in totale buona fede?
  • Siamo sicuri di essere così diversi dagli adolescenti che talvolta critichiamo per il fatto che “mettono tutto online”?
  • Siamo sicuri di essere consapevoli del nostro ruolo di produttori di contenuti e di informazioni di cui abbiamo la responsabilità?

Se le risposte sono tutte “affermative”, c’è stata una riflessione a monte e uno, giustamente, si prende le proprie responsabilità. Se non sono tutte affermative, meglio pensarci su altri 2 minuti e 48 secondi, quelli che servono per vedere questo video, fatto da Deutsche Telekom. Un po’ forte ma contribuisce alla riflessione, specialmente con l’impatto (enorme) dell’intelligenza artificiale.

Note: la foto a corredo, famosissima, è di Anne Geddes, pixelata da me.


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