Sono appassionato di marketing politico ed elettorale. Elezioni americane, campagne elettorali e previsioni non proprio azzeccate sono temi che tratto spesso. Una grande novità sta in questa domanda: come mai gli elettori giovani, che storicamente votano più a sinistra, ultimamente votano a destra? L’elezione americana è stata molto indicativa, visto che gli under 30 hanno votato per Trump più degli over 65. Tuttavia, è un trend che si sta notando in posti diversissimi tra loro. E non da oggi. In Germania, ovviamente, hanno già la parola per questo: rechtsruck, sterzata a destra.
Un interessante articolo di The Atlantic ha dato un punto di vista sorprendente: è colpa della pandemia. Certo, l’alta inflazione e la bassa crescita economica hanno inciso tanto nel togliere fiducia ai giovani, così come il sempre difficile rapporto tra l’immigrazione e chi deve cercare il primo lavoro. Ma il 2020-2021 sono stati due anni di svolta, dove si è passati dal vedere i Governi – di cui tanti socialdemocratici – unirsi contro una minaccia comune alle decisioni di lockdown e imposizioni. In più, l’uso quasi esclusivo dei Social Media nelle loro camere “a porte chiuse” li ha portati a ricevere tante fake news.
Un altro punto di vista vede proprio nell’informazione la causa. Chi usa TikTok poi vota destra? Non è così al 100% ma la tendenza c’è (vedi qui). Per Twitter/X è più di un trend, c’è anche un enorme e palese conflitto d’interessi. Ma non sono solo i Social Media. Nei podcast, che includono le piattaforme di streaming e YouTube, la dominanza della narrativa di destra è nettissima (vedi qui). Restando agli Stati Uniti, il confronto tra le bolle rosse (repubblicane) e le bolle blu (democratiche) del panorama informativo parla da solo.

Tutto conferma quanto diceva McLuhan, ossia che i media non sono neutrali (anche se lui sosteneva che la TV fosse rassicurante e probabilmente rivedrebbe le sue tesi guardando un nostro TG). Ma un altro fattore da tenere conto è che i ragazzi tendono a volere risposte chiare e veloci anche a problemi complessi. Sono figli del loro tempo. I leader di destra sono più bravi in questo: risposte semplicistiche e, spesso, inattuabili ma legate a necessità reali dei giovani. Quelli progressisti non stanno dando loro né modelli né risposte, tantomeno veloci (tranne Pedro Sanchez in Spagna, un’eccezione).
Quindi cosa dovrebbero fare i leader di sinistra? Fossi loro consulente, direi tre cose. Ascoltare davvero i giovani e dare loro risposte chiare e concrete, partendo dall’immigrazione che va gestita per ragioni economiche che sono nel loro interesse primario, non solo per ragioni umanitarie. Contribuire a creare un ecosistema informativo forte per veicolare queste risposte: lo staff di Kamala Harris ha puntato su pubblicità tradizionale e non sui podcast, un errore strategico da non ripetere. Infine spostarsi più al centro, lasciar stare le ideologie del passato e guardare a nuovi messaggi. Quali? Bella domanda.