La IA e i social media, insomma gli algoritmi, possono cambiare la percezione della realtà? Tutti abbiamo la nostra opinione, più o meno catastrofista. L’Università di Zurigo invece ha fatto un esperimento, “can I change your view?” (qui il video di Matteo Flora al Senato), coinvolgendo 4 milioni di persone. Un modello LLM di IA a cui hanno chiesto di convincere la gente a cambiare opinione. Risultato? Si è rivelato molto più bravo di un umano bravo.
Per cui la risposta è sì. Guardiamo il nostro schermo, pieno di informazioni da generate da algoritmi. Milioni di contenuti fake e manipolati esclusivamente per farci cambiare opinione su un singolo punto di vista. Qual è il problema? I ragazzi, i miei figli, tutti noi ci informiamo lì. Vogliamo conoscere il mondo attraverso milioni di persone che vogliono convincermi di qualcosa che è falso. Non perché siano cattivi (o non solo), ma perché monetizza.
Quindi gli algoritmi sono cattivi? Per citare Luciano Floridi, inquadriamo prima il problema:
- La IA è uno strumento straordinario perché amplia la nostra capacità di agire (non è un’intelligenza)
- Questi strumenti sono fatti per attrarre, per farci credere, per portarci a interagire. Ma sono macchine che usano dati statistici, non soggetti coscienti. ChatGPT non ci rimane male se lo spegniamo o siamo antipatici (non sono intelligenti né sensibili)
- La IA, banalmente, è un “modo di fare” nuovo. Per cui non abbiamo un quadro concettuale pronto per descriverlo. E cosa facciamo? Usiamo il prestito concettuale (approfondite qui), ossia utilizziamo le categorie che conosciamo e le adattiamo alla novità. Un esempio? Il motore ha una potenza di “120 cavalli”. Quando le macchine sono venute fuori, per capirne la potenza le abbiamo paragonate ai cavalli. Perché? Perché non avevamo altro da usare.
- Il problema è l’umano, la responsabilità è dell’uomo. A partire dagli obiettivi di persuasione.
La IA è uno strumento potentissimo ma la responsabilità rimane umana. Sia nel disegno che nell’utilizzo di questi strumenti. L’abbiamo già visto: Internet, Social Network, ora l’intelligenza artificiale. Restando a quelli che li usano, è un dato di fatto che alcuni sono più bravi, più motivati, più persistenti di noi: quelli che vogliono farci credere qualcosa di falso per motivi molto precisi. Di visibilità, di soldi, di potere. Che risposte abbiamo noi, comuni cittadini?
Non abbiamo scelta: dobbiamo perdere tempo. In senso positivo, per informarci innanzitutto. Dobbiamo usare il nostro tempo per parlare con i nostri figli e i nostri amici. Guardando meno stories perché qualcun altro ha deciso che dovevo perdere tempo su quelle, non io. Dobbiamo tornare a confrontarci tra noi senza usare approcci ideologici. Non esistono due visioni del mondo, ce ne sono molte di più. Insomma, una bella sfida, no?
N.B. Questo post l’ho scritto dalle ore 7.20 alle 8.50 di un sabato mattina. Ascoltando 3 video, 2 podcast e leggendo tre contenuti online. Il titolo l’ho fatto fare all’IA e poi l’ho cambiato 3 volte. Tra poco esco col mio cane e ci penso ancora. Sto bene.