Comunicazione “sociale”

Un interessante post di quelli di Ninja Marketing offre un’analisi fatta dal BSI (Brand Science Institute) di Amburgo sullo stato dell’arte del mercato del social media marketing in Europa. I dati, derivati dai pareri di oltre 550 specialisti di marketing europei, sono molto chiari:
  • L’ 81% non ha una chiara strategia sui social media (improvvisazione).
  • L’ 87% ha dovuto rivedere le proprie aspettative sui social media (mancanza di obiettivi prefissati).
  • L’84% confronta le prestazioni dei social media con quelle dei media tradizionali (mancanza di conoscenza degli strumenti).
  • Il 76% non modera accuratamente i propri social (mancanza di investimenti in termini di risorse e tempo).

Non sono dati sorprendenti. Si evincono semplicemente andando a parlare con le aziende, le quali non chiedono “perché dovrei aprire una fan page su Facebook?” ma “quanto aumento le mie vendite con 500 fan?”.

La presenza di un’azienda sui Social Media oggi è importante e domani sarà fondamentale. “I mercati sono conversazioni” dice la prima tesi del Cluetrain Manifesto. Ma quest’attività deve essere compresa, valutata, pianificata, gestita e strutturata con obiettivi misurabili. Qualitativi (in termini di capacità di capire e parlare con le persone attraverso la rete) e non semplicemente quantitativi. Certo, le attività devono generare profitti, ma non lo possono fare utilizzando categorie vecchie. Se iniziamo a pensare che dobbiamo migliorare oggi il nostro rapporto con gli utenti, creiamo i presupposti affinché questi non solo diventino i clienti di domani ma i generatori di un “passaparola” che è uno dei grandi segreti del marketing. Le persone parleranno bene di noi, in modo molto più efficace di noi, il tutto in modo gratuito. Nel medio/lungo periodo, ovviamente.

Cosa serve per capire a cosa servono i Social media? Rispondo in quattro punti:

  • Iniziare ad entrare in questo mondo, da semplici esseri umani, capendo come funzionano in modo del tutto personale. Mal che vada, avrete perso solo qualche ora del vostro tempo (molto meno che per aggiornare l’ultima brochure di prodotto).
  • Coinvolgere uno o più esperti del settore che vi spieghino meglio come possono funzionare per il vostro business. Mal che vada, avrete perso un paio d’ore ma qualche idea più chiara l’avrete sicuramente.
  • Valutare se la propria azienda è pronta a dialogare in rete: se i vostri dipendenti hanno gli accessi bloccati ad alcuni siti, dovete fare una riflessione. Perché i Social Network presuppongono apertura. Da parte di tutta l’azienda. Mal che vada, avrete compreso meglio il funzionamento della vostra struttura.
  • Decidere di entrare in gioco. E qui non c’è un “mal che vada”. Si inizia un percorso in cui tornare indietro è quasi impossibile. Ma il futuro è qui. Lo dovete sapere oggi per decidere cosa fare. Nessuno vi costringe, ma almeno deve essere una decisione ponderata.

L’articolo dei Ninja dice che “agguerrite agenzie, troppo spesso, propongono i nuovi approcci relazionali alla comunicazione come una panacea miracolosa”. Tutto vero. Chi vi dice che non sia anch’io uno di loro? Avete una soluzione semplice: aprite Google, digitate il mio nome e fatevi un’idea. Ora digitate il nome della vostra azienda e vedete come la pensano gli utenti. Certo, potete ancora ignorare Internet, è una vostra scelta. Purtroppo, come dice Mafe de Baggis nel suo ultimo libroè molto probabile che sia Internet a non ignorare voi .


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