Elezioni USA: scommetto su Hillary vs Rubio

 (Photo by Win McNamee/Getty Images)

Le elezioni americane mi affascinano tantissimo. Nel 2012 quando rivinse Barack Obama, indovinai 49 stati su 50. Le cause sono tante: gli studi, le passioni (John Fitzgerald e quasi tutti gli altri Kennedy) e un modo di fare comunicazione su certe cose, come le primarie dei partiti e l’impatto delle lobby, che noi italiani non impareremo mai. Ho anche letto parecchio sul tema visto che un capo di una mia vita (lavorativa) precedente mi aveva fatto appassionare iniziando dal ghostwriting.

Bene, fatta la premessa arrivo al punto: la corsa alla Casa Bianca del 2016 è avvincente e,come nel 2012, mi gioco una sensazione che prevede due vincitori: Hillary Clinton e Marco Rubio. Una sensazione che parte da settembre dell’anno scorso (la prova qui, sia messa agli atti).

Su Hillary c’è poco da dire: troppo preparata, troppo pronta, troppo esperta per fallire di nuovo la nomination democratica (la lezione del 2008 le è servita, eccome). Certo, troppo antipatica direbbe qualcuno, con qualche ragione. Ma con quella macchina da guerra lì, la Clinton Machine con tutto il partito dietro, c’è poco da fare. Bello che ci sia stata un po’ di battaglia con Bernie Sanders, non ci speravo. Finisce presto però, probabilmente già domani col “Supertuesday“.

Su Rubio invece la scommessa è più dura. C’era un favorito, il Bush minore, che è caduto presto. Poi è venuto fuori Cruz l’evangelico e poi prepotentemente, imprevedibilmente è venuto fuori Donald Trump, in tutti i sensi. Se la situazione resta così, all’80% (sì, ottanta) vince The Donald. Ma sul fatto che resti così ne dubito e ho quattro semplici motivi:

  1. Contro Hillary Trump perde perché perderà molti voti repubblicani mentre i dem voteranno compatti, anche turandosi il naso, in favore di Hillary.
  2. Trump ha un terzo dei voti del GOP, che sono tanti ma sono tanti anche i 2/3 che votano altro.
  3. Il GOP in crisi d’identità dopo gli 8 anni di Obama non può farsi rappresentare da Donald Trump che, da sempre, rappresenta solo Donald Trump. Il partito, giova ricordarlo, ha pur sempre 32 governatori su 50 e il controllo della Camera dei Rappresentanti al Congresso.
  4. Trump è abituato a comandare e sa perfettamente che a Washington non ci sono uomini soli al comando ma è tutta questione di staff, compromessi e voti al Congresso con conte quotidiane (pensate, nell’ordine, a West Wing, Le idi di marzo e House of cards).

Qual è l’alternativa? Il partito deve scommettere su uno che possa giocarsela seriamente con Hillary, che riunisca il più possibile il GOP e che non sia Donald Trump. Se guardate l’immagine qui sotto (fonte sempre Predictwise) ci si fa un’idea precisa. Cruz e Kasich sono fuori.

PredictWise_29feb2016

Certo, niente è certo nella politica americana ma la mia sensazione è chiara: alla fine se la giocheranno Hillary e Marco. Lo so, è una scommessa. E so anche che la domanda è: come esce di scena Trump che ora è il grande favorito? Con un “patto” Rubio-Cruz forse. O forse con un colpo di scena clamoroso “alla Trump”? Stiamo intanto a vedere il Supertuesday e godiamoci lo spettacolo.

Un ultimo dato: se il presidente in carica ha un approval rate nei sondaggi vicino al 50%, il successore alla Casa Bianca è del suo partito (8 nelle ultime 9 volte). Obama ha il 47%.


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