Comunicazione ambientale: creare contenuti ad hoc

Le aziende, come gli enti pubblici, contengono quantità enormi di informazioni (vedi qui). ma spesso non sfruttano a dovere questo enorme potenziale in termini di comunicazione. Le imprese, anche quelle che operano nelle energie rinnovabili, non fanno eccezione. Ma un efficace lavoro di riorganizzazione, ossia il ritrovamento di dati e specifiche, è solo un piccolo passo avanti. Le informazioni hanno bisogno di essere analizzate, valutate, rielaborate e riutilizzate. Per quanto riguarda gli enti pubblici, ci sono già precise direttive comunitarie in merito, per le aziende private la cosa è diversa. Solo nella forma, non nella sostanza. Vediamo perché.

Per procedere alla creazione di contenuti ad hoc per i vari strumenti di comunicazione che abbiamo scelto, innanzitutto si devono fissare bene alcuni paletti:

  • quali obiettivi abbiamo (dare maggiore visibilità generale alla società, comunicare meglio prodotti specifici verso i clienti, far conoscere i progetti che abbiamo realizzato, etc.)?
  • a chi ci vogliamo rivolgere (target)?
  • che strategia scegliamo di seguire (quali strumenti di comunicazione vogliamo realizzare, con che tempi, in quante fasi, etc.)?

Senza questa fase iniziale di progettazione, siamo solo “potenza senza controllo”. Rischiamo di fare un grosso sforzo senza sapere in quale direzione spingere, senza essere efficaci. Non serve molto, bastano due pagine scritte bene durante una riunione per fissare i punti chiave.

A questo punto, fissati i paletti, siamo pronti per iniziare a fare sul serio: abbiamo il materiale grezzo (le informazioni) e l’idea di cosa farne (il progetto), ora serve realizzare i contenuti “ad hoc”. In quattro fasi:

  • Analizzare: le informazioni che abbiamo non sempre sono tutte utili, alcune possono essere datate, altre troppo vaghe, altre scritte in dieci minuti con dati non verificati (magari poco prima di una riunione). Serve capire quali dati ci possono essere utili. Spesso, una soluzione facile e veloce per “scremare” queste informazioni sono le interviste con i responsabili: loro sanno cosa può servire ma non hanno il tempo di cercarle, noi l’esatto contrario. Data la complementarietà dei due ruoli, in mezz’ora si possono avere moltissimi input fondamentali per fare un’analisi quantitativa e qualitativa delle informazioni a disposizione.
  • Valutare: dopo aver selezionato molte informazioni, si deve riflettere sulla scelta di quelle che possono effettivamente servire. Decine di pagine di dati tecnici possono contenere una miniera d’oro ma si devono trovare le singole pepite, la roccia è utile ma non ci serve. Sappiamo su quali strumenti dovremo utilizzarle e questo facilita il compito di scelta, perché non si può mettere tutto. “Less is more” dicono gli americani: poche informazioni ma molto significative possono essere decisive, specialmente in un settore, come quello ambientale, dove tutti stanno dicendo tutto in questo momento. E spesso a sproposito.
  • Rielaborare: è la fase più complessa ma più importante. Le informazioni vanno trasformate per renderle adatte al contenitore che abbiamo scelto. Il tono del linguaggio (più o meno colloquiale e diretto), la scelta delle parole (più o meno tecniche), la lunghezza delle frasi (più o meno incisive) sono elementi fondamentali da decidere prima. Quanti copia e incolla vediamo in giro? Troppi. In più, nel settore ambientale, si tende a raggiungere due estremi: dall’estremamente vago (si parla di “sostenibilità” senza dire come la si intende perseguire) alle comunicazioni da addetti ai lavori (quante persone in Italia sanno la differenza tra un impianto solare termico e uno fotovoltaico? Meno di quelle che pensiamo). La verità sta nel mezzo dicevano i latini.
  • Riutilizzare: abbiamo raccolto i dati, li abbiamo valutati e li abbiamo rielaborati. Ora serve riutilizzarli. Se ho fatto un bellissimo sito e mi serve realizzare un company profile, si deve rifare tutto da capo? No, basta analizzare le informazioni che usate per il sito in modo “modulare”, prendere quelle che servono e rimodellarle in base alle nuove necessità. Ovviamente, niente copia e incolla nemmeno qui. Dopo aver speso un sacco di tempo per avere dati utili, ora è necessario “trasformarli” in base alle necessità. L’oro della miniera era diventato una corona (“il contenuto è il re”, non dimentichiamolo), si può fondere per fare molte altre cose.

Ogni strumento ha bisogno dei suoi contenuti per avere la massima efficacia. Nel settore delle energie rinnovabili, ancora acerbo a livello di comunicazione, si parla molto e, spesso, male. Molto spazio ai temi generali (sostenibilità, green economy, ecologia, etc.), poco a quelli specifici, ossia quelli che interessano davvero a chi legge. I pubblici, tuttavia, stanno prendendo consapevolezza di queste  tematiche. Parlare in modo chiaro e sintetico di come vogliamo coniugare il benessere dei cittadini con quello del pianeta, anche magari in minima parte, può dare un valore aggiunto notevole in un momento come questo. Il copia e incolla non è un buon investimento in questo senso. Mai.

Non esistono regole generali per scrivere contenuti ad hoc, ogni azienda deve “parlare” in modo diverso. Se vuoi una mano, mi trovi qui.

Vuoi avere anche un’idea di costo? Prova a leggere qui.


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