Comunicazione ambientale: creare contenuti

Il primo assunto fondamentale per la creazione di contenuti è che devono essere personalizzati in base a ogni tipo di strumento di comunicazione, dalla presentazione aziendale al sito, dalla brochure al blog, dall’invito per l’evento al magazine della società. Non si può pensare di utilizzare testi sempre pronti per qualsiasi iniziativa perché colui che li leggerà se ne accorgerà subito. Spesso, si tende a dare priorità allo strumento tecnico (ad esempio, il software che si utilizza per realizzare un sito Internet) piuttosto che ai contenuti. Un errore paradossale ma che vedo di frequente. Ma le belle scatole vuote non servono a nessuno. Invece sono proprio i contenuti a fare la differenza, perché esprimono la voce dell’azienda, il suo modo di essere e di pensare, il suo approccio verso il cliente. Per questo è necessario affidare questo compito strategico a una persona (interna o esterna) in grado di svolgerlo  con competenza e affidabilità, magari all’interno di un team di lavoro.

Nel settore ambientale, in particolare, le opportunità sono molteplici, dato che le tematiche trattate sono di grande interesse per le persone (cosa non scontata). Infatti, la tutela del territorio, l’utilizzo delle energie rinnovabili, la produzione di prodotti “green” e la gestione della raccolta differenziata ci toccano tutti direttamente in modo forte e coinvolgente. L’altro lato della medaglia è che è facile abusare di termini come “verde” o “bio”, dando una pennellata di colore superficiale a prodotti che tanto “green” non sono. Gli americani lo chiamano, appunto, “greenwashing“: si sottolinea solo una specifica caratteristica “sostenibile” del prodotto, magari non fondamentale, ignorando altri aspetti spesso più importanti (se ne parla qui). Un gioco che non funziona.

La mia esperienza mi dice che alle persone interessa che l’azienda comunichi in modo corretto e trasparente per ispirare fiducia. Se un prodotto è “green”, vogliono sapere perché è stato realizzato in questo modo, quali sono le sue caratteristiche e i suoi vantaggi. Se non lo è, va bene lo stesso, basta dire le cose come stanno. Oggi invece si vedono un sacco di prodotti con il suffisso “bio” ma, quando si va ad approfondire la cosa, spesso di biologico c’è poco o niente.  Perché i contenuti del messaggio sono stati fatti con poca attenzione e rispetto verso chi li andrà ad acquistare. Invece, il percorso deve essere questo:

Questo è un metodo di lavoro valido e replicabile, ma la cosa fondamentale è che ci realizza i contenuti abbia le capacità, l’esperienza e l’entusiasmo (fattore fondamentale) necessario per farlo. Perché è un ruolo strategico, di primissimo piano. Volete un esempio? Ho lavorato con un’azienda che disponeva di un termovalorizzatore, che brucia rifiuti per produrre energia (contenuto certamente “positivo”). Ma inevitabilmente produce emissioni in atmosfera. Abbiamo nascosto questa cosa nella realizzazione del nuovo sito? Tutto il contrario. Abbiamo fatto vedere i dati e dimostrato che sono di gran lunga al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Il tutto, in home page, scritto nel modo più chiaro e semplice possibile.

Volete vedere questo sito? Lo trovate qui (sito di azienda attiva nel ciclo dei rifiuti)

Volete sapere cosa rappresenta l’immagine? Ecoballe di combustibile da rifiuto (CDR), belle no? (foto credit Ecoprogetto Venezia)

Volete approfondire il discorso? Mi trovate qui.


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...